Il percorso di un anno di formazione
Viniplus di Lombardia – marzo 2017
Ogni mese un incontro formativo, poi le degustazioni per le Guide. I vini lombardi sempre più rispettosi e attenti dell’ambiente.Storico Delegato AIS di Mantova, Luigi Bortolotti ricopre ormai da anni anche il ruolo di Responsabile del Gruppo di Degustatori AIS della Lombardia nonché della Guida Viniplus.
Il suo è un ruolo fondamentale: ”guidare”, infatti, il gruppo, sempre più numeroso, dei sommelier che degusta ogni anno il meglio della produzione vitivinicola lombarda, rappresenta un compito molto delicato.
Luigi ci ricordi quali sono le principali caratteristiche della Guida Viniplus?
Viniplus è una guida che nasce per comunicare al consumatore la produzione vitivinicola lombarda ed è strettamente collegata al “Progetto Degustatori Viniplus”.
Il progetto, ideato da AIS Lombardia e curato, in autonomia, da me e da Sebastiano Baldinu su delega del Consiglio Direttivo regionale, ha l’obiettivo di fornire un aggiornamento professionale continuo ai nostri Degustatori. Vuole essere un completamento alla formazione già acquisita; ogni mese vengono organizzati incontri tematici con lo scopo di affinare le capacità di valutazione un vino in base alle caratteristiche organolettiche che esprime.
Qual è il collegamento tra Progetto Degustatori Viniplus e Guida Viniplus?
I Degustatori fanno parte delle commissioni di valutazione dei vini lombardi presentati per sia la Guida Viniplus che per la Guida Vitae; la guida diventa così il momento conclusivo del percorso formativo.
Quali sono le principali differenze tra Vitae e Viniplus?
Viniplus è, come dicevamo, una guida regionale che vuole far conoscere la realtà produttiva lombarda nel suo complesso valorizzando tutte le aziende impegnate nella ricerca della qualità e nella valorizzazione del loro territorio. Ogni anno sono presenti in guida tra le 250 e le 280 cantine.
Vitae ha una logica diversa: è la guida ufficiale AIS e contiene una selezione delle aziende (circa 110 per la Lombardia) che, in base alle degustazioni, hanno ottenuto i migliori risultati e che sono tra le più rappresentative delle diverse aree.
Anche il formato, i dati e le informazioni contenute sono diverse; Vitae è pubblicata in una versione cartacea molto bella mentre Viniplus, da quest’anno, viene proposta, per i soci AIS Lombardia, in formato PDF su una pen drive.
Quali sono i territori e i vini che sono emersi maggiormente in questa edizione?
In linea generale possiamo dire che in tutto il territorio regionale c’è un’interessante attenzione per una viticoltura sempre più rispettosa dell’ambiente e per un continuo miglioramento del profilo organolettico dei vini.
Questa attenzione si riscontra anche in Franciacorta dove, a fianco di prodotti garbati e gradevoli, troviamo bottiglie di bella personalità ed eleganza che ben valorizzano i diversi vitigni e le relative zone produttive. In particolare i “Millesimati” ed i “Dosaggio zero” stanno caratterizzando l’identità organolettica franciacortina con modalità che risultano vincenti in moltissime occasioni.
Nell’Oltrepò pavese sono stati particolarmente apprezzati i vini rossi, in primis quelli a base di barbera, croatina e pinot nero. Il Metodo Classico da pinot nero, come sempre, è stato valutato ottimamente ed ha fornito eccellenti risultati. Altrettanto validi i prodotti a base di riesling e bonarda, i Buttafuoco e i Sangue di Giuda. In questa area si stanno raccogliendo i risultati dell’impegno profuso da diverse aziende che operano intensamente per valorizzare il territorio.
La Valtellina conferma una produzione di qualità costante nel tempo e di ottima personalità. Insieme all’eleganza tipica del Valtellina Superiore troviamo numerosi Sfurzat che esprimono grande complessità gusto-olfattiva e, allo stesso tempo, ingentiliscono egregiamente la potenza della struttura. Da segnalare alcuni giovani produttori con proposte che valorizzano in chiave moderna la tipicità del nebbiolo.
Eccellente il livello qualitativo mediamente raggiunto dal Moscato di Scanzo e dagli altri vini della Valcalepio che mantengono un livello espressivo di sicuro interesse.
Sul lago di Garda abbiamo riscontrato una bella vitalità per il Lugana nelle diverse vinificazioni ed in tutta la produzione della Valtènesi. A conferma della vocazione bianchista della zona è da segnalare l’ottima performance dei prodotti a base tuchì.
Produzione gradevole nel basso mantovano, patria del lambrusco, e nella zona dei colli mantovani con alcuni rossi bordolesi molto apprezzati durante le degustazioni.







